05-07-2018

Pedro Sànchez: eutanasia tra i principali impegni di Governo

Pedro Sànchez: eutanasia tra i principali impegni di Governo

A controbilanciare l?immobilismo del Parlamento italiano, in Europa qualcosa si muove in Spagna. Il Pleno del Congreso, vale a dire la sessione plenaria del Congresso dei Deputati, il 26 giugno 2018 ha dato il via libera alla discussione sulla proposta di legalizzare l'eutanasia avanzata dal Partito Socialista, il gruppo che dal primo giugno scorso esprime il Presidente del Governo, Pedro Sánchez.

Articolo di Matteo Mainardi - La legge spagnola che andrà presto in discussione, prevede l’inclusione dei trattamenti eutanasici tra i servizi offerti dal Sistema Nacional de Salud. Tra i principali partiti a sostenere la proposta, oltre al Partito Socialista del presidente Sànchez, Unidos Podemos, il Partito Nazionalista Basco, la Sinistra Repubblicana di Catalogna, il Partito Democratico Europeo Catalano e Compromís. Contrari solo il Partito Popolare e la Unión del Pueblo Navarro.

L'iniziativa spagnola segue una proposta simile promossa al Congresso dalla Generalitat della Catalogna. Quest'ultima proponeva la depenalizzazione dell'eutanasia attraverso la modifica della sezione 4 dell'articolo 143 del codice penale spagnolo che attualmente punisce con pene tra i due e i cinque anni chi collabora al suicidio altrui con un aggravio tra i sei e i dieci anni di carcere se la cooperazione termina con la morte.

La regolamentazione dell'eutanasia era uno dei punti programmatici dell'ex presidente José Luis Rodríguez Zapatero (in carica dal 2004 al 2011), anche se mai approvata. Ora è il neo Presidente Pedro Sánchez a riproporre il tema e, come ha sottolineato in un'intervista a El País, è uno dei suoi "principali impegni". Sánchez ha testualmente dichiarato che vuole "che questa legislatura termini con una legge dell'eutanasia" e che sia "riconosciuta come servizio dalla salute pubblica, un servizio fondamentale".

Sullo stesso quotidiano, è la professoressa di Diritto Pubblico Internazionale Mariola Urrea Corres a firmare l'editoriale "Y, al final, la muerte", nel quale spiega come il Congreso non ha fatto altro che riportare nel suo dibattito una discussione già presente nella società spagnola. E avanza una sua lettura della discussione in atto che va oltre il confronto sul bene giuridico della vita: "Il quesito giuridico di fondo posto dall'iniziativa parlamentare ci chiama a riflettere sulla necessità di imporre limiti allo Stato nella sua capacità di imporre sanzioni penali". Il diritto alla vita non si può tramutare in un obbligo alla vita, insomma.

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