30.11.2015

SOS eutanasia: da marzo aiutate 84 persone

SOS eutanasia: da marzo aiutate 84 persone

Da marzo sono state aiutate quasi 90 persone a mettersi in contatto con le cliniche svizzere. L’eutanasia resta un diritto disponibile solo per chi se lo può comprare.

Nei mesi di ottobre e novembre 2015 sono state 14 le persone che ci hanno contattato per avere informazioni sull’eutanasia all’estero. Sono esclusi dal conteggio coloro che si sono presentati in forma anonima, che aumenterebbero sensibilmente il numero dei contatti ricevuti. Tra le persone richiedenti informazioni in forma non anonima si contano 8 donne e 6 uomini. L’86% delle persone ha cercato informazioni per sé, solo 2 ci hanno contattati per parenti o amici impossibilitati a chiamare a causa della malattia.

Da marzo 2015, mese d’inizio dell’azione “SOS eutanasia”, abbiamo dato informazioni a 84 persone presentatesi in forma non anonima. Nelle nostre risposte, oltre a dare informazioni sulla sospensione delle terapie in Italia, forniamo informazioni sulle cliniche svizzere solo a coloro che potrebbero avere i requisiti, fermo restando che saranno poi le cliniche stesse a decidere sulla base della legislazione elvetica.

A seguire alcune delle email ricevute, nelle quali si potranno trovare sia persone che potrebbero avere tutti i requisiti per recarsi in Svizzera a causa della propria malattia, sia persone che non hanno i requisiti alle quali abbiamo consigliato soluzioni alternative o specialisti:

 

  1. Ho 70 anni e una neuropatia degenerativa progressiva. Mi ritrovo semi-allettata e non muovo più le gambe. Dipendo da un’altra persona che mi aiuta in tutto. Vorrei andare in Svizzera, ma non ha soldi. Mio marito è morto 13 anni fa, ho due figlie. Mi sono rotta le scatole. Non sono più in grado di provvedere a me stessa, di essere autonoma.
  2. Sono un ragazzo italiano di 25 anni. Non ho malattie terminali, sono sano. Voglio comunque ricorrere all’eutanasia in quanto vorrei porre fine alla mia esistenza. La vita non mi piace, scelgo quindi di anticipare la fine della mia esistenza. Non sono condizionato dall’umore o da problemi particolari, la mia scelta è lucida e razionale. Credo che poter decidere se vivere o morire sia un mio diritto, e pertanto vorrei che la mia scelta fosse rispettata sia a livello legislativo che a livello etico e morale. Chiedo cortesemente di essere indirizzato verso una clinica o un medico che possa aiutarmi. Sono disposto ad andare all’estero ma non dispongo di molto denaro, pertanto riesco solo a pagarmi il viaggio ed eventualmente posso fare una piccola offerta di gratitudine al medico che mi aiuterà. Sono un ragazzo estremamente riservato e discreto, non dirò ad anima viva il nome del medico o della clinica che vorrà aiutarmi.
  3. Sono nata nel 1924 e ho molti malanni: carcinoma alla vescica e al seno destro (operati), nonché ipertensione con una fibrillazione atriale. Sono stata investita due volte: nel 2010, quando mi sono ritrovata con fratture varie, e nel 2014, quando ho subito danni alla testa e alla colonna vertebrale, soprattutto alla zona cervicale. Soffro di atroci dolori alla testa e paralisi degli arti. Sono pure affetta da sordità quasi totale che non viene alleviata dalle protesi acquistate, e che mi isola. Sono completamente sola e disperata. Voglio morire presto dignitosamente.
  4. Vorrei delle informazioni per arrivare all’eutanasia. Sono malato di SLA e la malattia mi sta divorando. Sono disperato e vorrei avere il diritto di questa cosa.
  5. Sono tetraplegico da cinque anni. Dopo numerose complicazioni cliniche il mio corpo è diventato una prigione che mi arreca sofferenza togliendomi autonomia. Necessito di assistenza continua. Sono stanco e non voglio continuare a vivere così; ero un atleta abituato ad vita dinamica e il mio corpo era un perfetto strumento che ora mi sta imprigionando.
  6. Mia madre è in stato quasi vegetativo da anni. E’ affetta da una malattia rara neurologica degenerativa. E’ alimentata con la PEG e non è più capace di intendere e volere. Vorrei sapere cosa posso fare per non vederla più soffrire.

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