eutanasialegale

Venerdì, 17 Marzo, 2017 - 15:47
Testamento biologico: il testo è in Aula. Martedì gli emendamenti
I primi ostacoli in Aula sono stati affrontati, gli schieramenti politici iniziano a prendere posizione, martedì inizia l'esame degli emendamenti. Matteo Mainardi spiega cosa sta accadendo in Aula nella discussione sul testamento biologico.

Testamento biologico: il testo è in Aula. Martedì gli emendamenti

Due votazioni sulle pregiudiziali di costituzionalità sollevate da Calabrò (AP-NCD- CPE) e Pagano (LNA) e quattro votazioni sulle questioni sospensive sollevate da Gigli (DES-CD), Rampelli (FdI-AN), Pagano e Fedriga (LNA). Tutto respinto dalla Camera dei Deputati che quindi passerà martedì 21 marzo all’esame degli emendamenti sul testamento biologico.

Mentre il radicale Marco Cappato identifica nella tattica e nelle manovre per allungare i tempi il rischio maggiore per la proposta di legge, i parlamentari contrari al testamento biologico iniziano la propria opera di confusione attaccando il testo su punti che nel testo non si trovano. In particolare suicidio assistito ed eutanasia.

A difendere la proposta di legge in Aula è in primis la relatrice Donata Lenzi (PD): “Questa legge attua dopo 70 anni il dettato costituzionale dell’articolo 32. E’ un testo equilibrato che rientra in una visione mite del diritto, una legge di principi e non una elencazione puntuale di situazioni”. Ma non è la sola. A sostenere l’approvazione del testamento biologico c’è il Movimento 5 Stelle con 91 deputati, il Movimento Democratico e Progressista con 38 deputati, nonché la maggioranza del Partito Democratico (con un totale di 284 deputati) che ha visto il capogruppo Rosato a “Un giorno da pecora” dichiarare: “Noi andremo fino in fondo. E’ un dibattito che non si è mai riusciti a portare in Parlamento, stavolta ci siamo riusciti e sono convinto che alla Camera ce la faremo”.

Una parentesi va invece aperta sul gruppo di Forza Italia-Popolo delle Libertà (50 deputati) che si è astenuto dalle votazioni su pregiudiziali e sospensive, preferendo pronunciarsi in sede di dibattito sugli emendamenti. Si è arrivati a questa decisione a seguito di diversi incontri: martedì 7 marzo si è tenuta una riunione di direttivo, seguita l’8 marzo da un’assemblea di gruppo in merito alle dichiarazioni anticipate di trattamento. In una nota si legge che “è stato già deciso di convocare una nuova riunione dell’assemblea dei deputati per individuare l’orientamento del gruppo sul voto finale. In ogni caso sarà garantita la libertà di coscienza ai parlamentari che non si riconosceranno nella posizione maggioritaria del gruppo”. Tra i favorevoli all’approvazione in Fi-Pdl due parlamentari si sono distinte: Prestigiacomo e Giammanco.

Tra le sorprese positive, c’è chi ha già annunciato il proprio voto in difformità dal gruppo di cui fa parte. Uno su tutti Cicchitto (Ap-Ncd-Cpe) che non solo esprime parere favorevole al testamento biologico, ma aggiunge che “sulla base di una concezione laica e liberale della vita, dovrebbe anche essere riconosciuta la liceità dell’eutanasia”.

E’ diventata virale l’immagine del dibattito generale sul testamento biologico che ha visto l’Aula vuota con soli 20 deputati presenti. Constatiamo che meno virali per l’informazione sono gli sforzi, i rischi e i lati positivi, ma soprattutto gli approfondimenti di ciò che in Parlamento si è fatto e si sta facendo per arrivare a una buona legge. Questa newsletter, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, serve proprio a colmare la mancanza di seria informazione sulla discussione in atto.

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