08.01.2021

Ana smonta il tabù sull’eutanasia in Perù

Ana smonta il tabù sull’eutanasia in Perù

Giovedì 7 gennaio si si è tenuta la prima udienza all’interno della Corte costituzionale peruviana sulla richiesta di Ana Estrada che chiede la non punibilità dell’aiuto medico a morire. Nei prossimi giorni è prevista la sentenza e gli avvocati di Ana sono ottimisti sul risultato.

Ana Estrada è una psicologa di 44 anni. In giovane età le è stata diagnosticata la polimiosite, una malattia cronica e degenerativa che colpisce i muscoli. Ana parla con difficoltà e sopravvive allettata solamente grazie alla respirazione artificiale, con cure e assistenza continuativa. Porta avanti la sua richiesta di “muerte digna” da ormai 4 anni e solo ora è riuscita a far arrivare la sua voce in Corte costituzionale.

A sostenere ed essersi fatti carico della richiesta di Ana, sono la sua avvocatessa Josefina Mirò e l’ufficio del difensore civico, guidato da Walter Gutiérrez. Chiedono alla Corte di non applicare al caso di Ana Estrada il codice penale e il divieto di aiuto medico al suicidio, visto che la stessa si trova vittima di una malattia che comunque la porterà alla morte, ma con un processo lungo e doloroso.

Di fronte alle domande del giudice, Ana Estrada ha assicurato di essere completamente lucida, che non sta attraversando un processo depressivo e che ha anche pensato di raggiungere il suo obiettivo clandestinamente, idea che ha respinto in considerazione del fatto che ciò che cerca è la possibilità di una morte legale e degna della vita che ha sempre amato.

I ministeri della Giustizia e della Salute hanno convenuto con l’ufficio del difensore civico nel sostenere l’inapplicabilità del reato di aiuto medico al suicidio nei confronti di Ana, che si trova in una situazione non stabilita nella legge peruviana.

Nei prossimi giorni conosceremo la decisione del giudice.

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