26.11.2018

Caso Cappato: 4 strade per il Parlamento

Caso Cappato: 4 strade per il Parlamento

Quali scenari si aprono dopo l’ordinanza della Corte costituzionale relativa al cosiddetto caso Cappato?

Risponde a questa domanda l’intervento odierno sulle pagine di Avvenire firmato da Alfredo Mantovano, vicepresidente del Centro Studi Livatino.

Come noto, il caso si riferisce alla questione di legittimità dell’articolo 580 del codice penale esaminato il 23 ottobre 2018 dalla Consulta. Quest’ultima, nel rinviare la trattazione della questione di legittimità al 24 settembre 2019, ha reputato «doveroso» consentire innanzitutto al Parlamento ogni opportuna riflessione e iniziativa, «in uno spirito di leale e dialettica collaborazione istituzionale».

E’ quindi il momento di legiferare, e nel suo articolo Mantovano delinea quattro strade per il Parlamento:

  1. prendere in esame la questione e rispondere alla Corte che il bilanciamento di tutele richiesto è già garantito dall’articolo 580 del codice penale;
  2. disinteressarsi della questione lasciando campo libero all’intervento della Consulta per fissare nuove regole;
  3. discutere le proposte di legge per la depenalizzazione totale o parziale dell’aiuto al suicidio;
  4. discutere le eventuali proposte di legge (al momento inesistenti) di attenuazione della pena in determinate circostanze soggettive e di contesto.

La soluzione più auspicabile?

Per Mantovano è quella di “mantenere il giudizio negativo sull’atto, ma al tempo stesso prendere in considerazione circostanze soggettive e di contesto“.

Per noi “Liberi fino alla fine“, non può che essere quella di una depenalizzazione dell’aiuto al suicidio approvata dal Parlamento, delineando un percorso di regole e di accompagnamento che, nel rispetto dei princìpi di cui agli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione e degli articoli 1, 2 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, tuteli il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione della persona.

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