20.02.2019

Danno del nazista a Riccio per la sua “obbedienza civile” per il rispetto delle DAT

Danno del nazista a Riccio per la sua “obbedienza civile” per il rispetto delle DAT

«Procederò sicuramente con una querela per diffamazione verso i signori Gianfranco Salvatore e Marco Poli di Casalmaggiore (entrambi sono assessori comunali, ndr) autori di una lettera in risposta alla mia annunciata intenzione di fare un’azione di “obbedienza civile” in difesa della legge sulle Dat, le disposizioni anticipate di trattamento, che un emendamento al decreto semplificazione presentato dal Movimento 5 Stelle tendeva a depotenziare».

Il dottor Mario Riccio – attualmente responsabile dell’unità operativa di Anestesia e Rianimazione all’ospedale Oglio Po, assunto agli onori delle cronache nazionali per il noto caso di Piergiorgio Welby e consigliere dell’Associazione Luca Coscioni – spiega: «Quella lettera rispondeva a un articolo pubblicato da La Provincia relativo alla mia battaglia contro quell’emendamento, peraltro poi stralciato dal decreto, insieme ad altri, per intervento del presidente della Repubblica Mattarella. La Provincia ha pubblicato la lettera mantenendo le critiche nei miei confronti, cui non mi sottraggo, ma scegliendo correttamente di tagliare un passaggio di chiaro contenuto diffamatorio in cui si associava la mia dichiarazione al, cito testualmente, “tristemente famoso programma T4, il programma nazista di eutanasia che prevedeva la soppressione di persone affette da malattie genetiche inguaribili e di portatori di handicap”. Ebbene – prosegue Riccio – una testata online locale, che peraltro non aveva neppure dato la prima notizia, ha scelto invece di pubblicare integralmente l’intervento di Salvatore e Poli, rendendo quel passaggio di dominio pubblico. Ora, per le mie posizioni su temi etici, sono abituato ad affrontare polemiche anche al calor bianco: avendo partecipato a 290 incontri pubblici in dieci anni, non eludo il confronto, ma del nazista, mi spiace, non me lo può dare nessuno. Tra l’altro, devo ancora capire cosa c’entrino le disposizioni anticipate di trattamento con l’eutanasia o con la “morte per compassione” di cui parlano riferendosi al programma T4, i miei “avversari”».

Il dottor Riccio si è rivolto per un consulto a un legale casalasco, «il quale mi ha confermato come quelle dichiarazioni siano certamente diffamatorie e offensive. E sicuramente non fa bene all’ospedale Oglio Po la frase in cui lo si definisce “luogo di incontro con una morte per compassione”, evidentemente perché ci lavora il sottoscritto. Quando ho letto – continua il medico – ho provato grande incredulità e devo dire di aver ricevuto molte dichiarazioni di solidarietà di amici e colleghi. Totale silenzio invece, da parte di istituzioni e associazioni locali». Riccio conclude: «Con l’avvocato stiamo valutando se, considerato anche il rilievo dato dalla testata online alla lettera, non si configuri l’omessa vigilanza. Lo valuterà il giudice».

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