05.11.2018

Davide Trentini: un nuovo processo per la disobbedienza civile di Cappato e Welby

Davide Trentini: un nuovo processo per la disobbedienza civile di Cappato e Welby

Marco Cappato Mina Welby, promotori della disobbedienza civile “SOS Eutanasia”, sono comparsi il 22 ottobre davanti alla Corte d'Assise di Massa.

Il reato a loro imputato è lo stesso per il quale Cappato è stato imputato a Milano per l'aiuto fornito a Dj Fabo: istigazione e aiuto al suicidio. In questo caso a godere del loro aiuto è stato Davide Trentini, malato di sclerosi multipla dal 1993, che il 13 aprile 2017 ha raggiunto la Svizzera per ottenere il proprio suicidio assistito.

Cappato e Welby, una volta autodenunciatisi per l'aiuto fornito a Trentini, hanno chiesto il giudizio immediato. Durante la prima udienza, il processo è  stato rinviato al prossimo lunedì 12 novembre.

Trentini aveva 53 anni e la sua vita, segnata da una salute progressivamente sempre più deficitaria, era diventata un calvario. Per questo contattò prima Marco Cappato e poi Mina Welby. Cercava informazioni per poter accedere all'assistenza medica al suicidio in Svizzera. Dopo vari incontri e con l'aiuto di Mina nello sbloccare alcune procedure burocratiche – svolgendo anche il ruolo di interprete in lingua tedesca con la medesima clinica elvetica – Davide ricevette il cosiddetto “semaforo verde”, ossia il via libera a recarsi in Svizzera.

Subito dopo la prima udienza a Massa, Marco Cappato ha dichiarato:

La nostra è una azione di disobbedienza civile, crediamo di aver fatto il nostro dovere, su richiesta di Davide e Fabiano. La speranza è che le persone in condizioni di sofferenza insopportabile possano essere aiutate a interrompere la loro vita senza che chi li aiuta venga sottoposto a condanna fino a 12 anni di carcere.

Anche Mina Welby ha rilasciato una dichiarazione non appena uscita dalla Corte di Massa:

Ci siamo autodenunciati, è stato un atto di disobbedienza civile. Sono serena, quello che ho fatto l'ho fatto per coscienza e lo rifarei ancora.

Davide Trentini volle lasciare all'Associazione Luca Coscioni le parole del suo ultimo colloquio con i medici in Svizzera, per spiegare e rendere pubblica la sua scelta:

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