14.04.2021

Il diritto alla salute dei malati terminali a lunga degenza

Il diritto alla salute dei malati terminali a lunga degenza

E’ in libreria “Il diritto costituzionale alla salute dei malati terminali a lunga degenza”

Il saggio di Simona Pastorino nasce come tesi di laurea in diritto costituzionale, ma la scrittura semplice ne fa un libro alla portata di tutti, non solo degli esperti di diritto.

Il libro consta di 5 capitoli di cui il primo sul diritto alla salute in generale: muove le mosse da un’analisi dell’art.32 Cost. a partire dagli atti dell’Assemblea Costituente fino a rilevare le problematiche del diritto alla salute oggi. Basti pensare alla lungaggine dei tempi di attesa per ricevere le cure o ancora, le cure gratuite agli indigenti. Si passa poi ad un’attenta analisi del diritto fondamentale alla salute dei malati terminali e alle lacune normative in tema di fine vita. E’ ampiamente spiegata la legge sul testamento biologico e a partire dalla sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale si resta in attesa di un intervento parlamentare sul fine vita: è costituzionale introdurre nel nostro ordinamento la legge sull’eutanasia? Esiste un diritto a morire con dignità o semplicemente il diritto a vivere fino alla fine con dignità? A tutto questo si è cercato di dare risposta nel libro. Ma non è mancato un pensiero ai minori nella fase terminale della malattia, con l’esame di alcuni casi, e alla posizione giuridica del malato di Alzheimer: quali diritti sono riconosciuti? Quali quelli negati? La legge sul testamento biologico tutela le persone incapaci di intendere e di volere? 

Nella redazione del libro si è mantenuta alta l’attenzione ai diritti della persona: è l’essere umano al centro della disamina sul diritto alla salute sia come singolo individuo sia come consociato. Si è cercato di dar voce ai malati e si auspica di esserci riusciti. A questo punto la parola passa al lettore.

L’autrice, Simona Pastorino, vive a Villa San Giovanni (RC), è alla sua prima pubblicazione ed è laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi “Mediterranea” di Reggio Calabria.

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