24.06.2019

Eutanasia: le proposte di legge depositate alla Camera

Eutanasia: le proposte di legge depositate alla Camera

Sul tema dell’eutanasia il Parlamento è ancora in alto mare. Eppure è vicino il termine ultimo che, nell’ottobre dello scorso anno, la Corte costituzionale ha dato al Parlamento italiano per approvare una legge sulle scelte di fine vita.

L’iter della legge sull’eutanasia, iniziato solamente il 30 gennaio 2019, tre mesi dopo l’ordinanza della Consulta, non è ancora entrato nel vivo del dibattito nelle Commissioni Giustizia e Affari sociali. Sono 5 le proposte attualmente depositate, mentre manca ancora un testo base. Vediamole nel dettaglio.

La proposta di legge di iniziativa popolare. Depositata il 13 settembre 2013 grazie a quelli che ormai sono diventati oltre 130mila cittadini. Formata da 4 articoli (di cui due superati con l’approvazione della legge sul biotestamento) permette l’assistenza medica al suicidio -anche sotto forma di eutanasia attiva- ai pazienti maggiorenni, capaci di intendere e volere, affetti da una malattia produttiva di gravi sofferenze, inguaribile o con prognosi infausta inferiore a diciotto mesi. Già nel corso delle audizioni è stata esclusa dall’attenzione degli esperti, anche se al momento è l’unica proposta calendarizzata per la trattazione in Aula prevista a partire dal 24 giugno 2019.

La proposta Cecconi (Misto). Presentata l’11 febbraio 2019 introdurrebbe la disciplina dell’eutanasia all’interno della legge sul biotestamento, mettendo dunque a rischio anche quest’ultima con l’apertura agli emendamenti. Fermi restando i requisiti per l’accesso al trattamento eutanasico previsti dalla proposta popolare, la proposta Cecconi prevede anche un regolamento successivo da emanare con decreto del Ministero della Salute per stabilire modalità e tempi del sostegno psicologico e sociale da prestare al paziente e ai suoi familiari; procedure di attuazione dell’eutanasia, compresi i farmaci per un trattamento senza dolore o sofferenze; requisiti strutturali minimi delle strutture sanitarie pubbliche idonee a praticare l’eutanasia e modalità di accertamento dei requisiti all’accesso.

La proposta Rostan/Conte (LeU). Presentata il 7 marzo 2019 e sottoscritta da poco più di un terzo dei deputati di Liberi e Uguali, anche questa proposta introdurrebbe la disciplina dell’eutanasia all’interno della legge sul biotestamento, mettendo dunque a rischio anche quest’ultima con l’apertura agli emendamenti. All’interno della legge 219/2017 si introdurrebbe la possibilità di trattamento eutanasico con gli stessi requisiti di accesso previsti dalla proposta popolare.

La proposta Sarli/Trizzino (M5S). Presentata il 30 maggio 2019 e sottoscritta da poco meno della metà dei deputati M5S nelle Commissioni Giustizia e Affari Sociali, è sicuramente la più rilevante per due motivi: il secondo firmatario è Giorgio Trizzino, relatore in XII Commissione della legge sull’eutanasia, e tra i firmatari vi è anche Marialucia Lorefice, presidente della Commissione.
La proposta permette di avanzare richiesta di suicidio assistito o eutanasia al soggetto “maggiore di età, capace di intendere e di volere, affetto da una condizione clinica irreversibile, ovvero da una patologia a prognosi infausta che non sia di natura psichiatrica o psicologica, tale da procurargli sofferenze evidenti, insostenibili e irreversibili“. Suicidio assistito ed eutanasia rientrerebbero nei livelli essenziali di assistenza, quindi “le relative prestazioni sono erogate gratuitamente […] senza alcuna compartecipazione alla spesa da parte del paziente“. In questa proposta si prevede la possibilità di obiezione di coscienza per i medici. Vi è poi un rimando a futuri decreti del Ministero della Salute per ciò che riguarda: l’individuazione delle strutture idonee con determinazione dei requisiti strutturali minimi; le procedure necessarie per determinare le modalità e i tempi con i quali deve essere assicurato il sostegno psicologico e sociale al paziente e ai suoi familiari; le modalità di custodia e archiviazione delle richieste di suicidio medicalmente assistito e di trattamento eutanasico.

La proposta Pagano/Turri (Lega). Presentata il 5 giugno 2019, questa proposta mantiene il reato di aiuto al suicidio e smonta la legge sul biotestamento. Chi aiuta al suicidio un’altra persona, solo nel caso in cui questa sopravviva attraverso strumenti di sostegno vitale e solo se chi lo aiuta convive stabilmente con questa persona, commette un reato punito dai 6 mesi ai 2 anni di carcere. Per tutti gli altri, come nel caso di Marco Cappato per l’aiuto prestato a Dj Fabo, viene mantenuto il reato dai 5 ai 12 anni di carcere.
Con questa proposta si modifica anche la legge sulle DAT, introducendo nutrizione e idratazione artificiali forzate. Si prevede inoltre un albo dei medici obiettori nei confronti delle DAT.

Sono al momento assenti le proposte -e quindi le posizioni- di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Partito Democratico.

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