25.10.2019

Eutanasia: le proposte di legge depositate alla Camera

Eutanasia: le proposte di legge depositate alla Camera

Da luglio 2019 il Parlamento ha interrotto la discussione sul fine vita. Eppure a settembre la Corte costituzionale con una decisione storica ha aperto al tema e ha chiesto nuovamente un intervento del legislatore.

Matteo Mainardi – L’iter della legge sull’eutanasia, iniziato solamente il 30 gennaio 2019, tre mesi dopo la prima l’ordinanza della Consulta sul caso Cappato/Dj Fabo, si è arenata nelle Commissioni Giustizia e Affari sociali il 31 luglio 2019. Sono 5 le proposte attualmente depositate, mentre manca ancora un testo base. Vediamole nel dettaglio.

La proposta di legge di iniziativa popolare. Depositata il 13 settembre 2013 grazie a quelli che ormai sono diventati oltre 130mila cittadini. Formata da 4 articoli (di cui due superati con l’approvazione della legge sul biotestamento) permette l’assistenza medica al suicidio -anche sotto forma di eutanasia attiva- ai pazienti maggiorenni, capaci di intendere e volere, affetti da una malattia produttiva di gravi sofferenze, inguaribile o con prognosi infausta inferiore a diciotto mesi. Già nel corso delle audizioni è stata esclusa dall’attenzione degli esperti, anche se al momento è l’unica proposta calendarizzata per la trattazione in Aula prevista a partire dal 24 giugno 2019.

La proposta Cecconi (Misto). Presentata l’11 febbraio 2019 introdurrebbe la disciplina dell’eutanasia all’interno della legge sul biotestamento, mettendo dunque a rischio anche quest’ultima con l’apertura agli emendamenti. Fermi restando i requisiti per l’accesso al trattamento eutanasico previsti dalla proposta popolare, la proposta Cecconi prevede anche un regolamento successivo da emanare con decreto del Ministero della Salute per stabilire modalità e tempi del sostegno psicologico e sociale da prestare al paziente e ai suoi familiari; procedure di attuazione dell’eutanasia, compresi i farmaci per un trattamento senza dolore o sofferenze; requisiti strutturali minimi delle strutture sanitarie pubbliche idonee a praticare l’eutanasia e modalità di accertamento dei requisiti all’accesso.

La proposta Rostan/Conte (LeU). Presentata il 7 marzo 2019 e sottoscritta da poco più di un terzo dei deputati di Liberi e Uguali, anche questa proposta introdurrebbe la disciplina dell’eutanasia all’interno della legge sul biotestamento, mettendo dunque a rischio anche quest’ultima con l’apertura agli emendamenti. All’interno della legge 219/2017 si introdurrebbe la possibilità di trattamento eutanasico con gli stessi requisiti di accesso previsti dalla proposta popolare.

La proposta Sarli/Trizzino (M5S). Presentata il 30 maggio 2019 e sottoscritta da poco meno della metà dei deputati M5S nelle Commissioni Giustizia e Affari Sociali, è sicuramente la più rilevante per due motivi: il secondo firmatario è Giorgio Trizzino, relatore in XII Commissione della legge sull’eutanasia, e tra i firmatari vi è anche Marialucia Lorefice, presidente della Commissione.
La proposta permette di avanzare richiesta di suicidio assistito o eutanasia al soggetto “maggiore di età, capace di intendere e di volere, affetto da una condizione clinica irreversibile, ovvero da una patologia a prognosi infausta che non sia di natura psichiatrica o psicologica, tale da procurargli sofferenze evidenti, insostenibili e irreversibili“. Suicidio assistito ed eutanasia rientrerebbero nei livelli essenziali di assistenza, quindi “le relative prestazioni sono erogate gratuitamente […] senza alcuna compartecipazione alla spesa da parte del paziente“. In questa proposta si prevede la possibilità di obiezione di coscienza per i medici. Vi è poi un rimando a futuri decreti del Ministero della Salute per ciò che riguarda: l’individuazione delle strutture idonee con determinazione dei requisiti strutturali minimi; le procedure necessarie per determinare le modalità e i tempi con i quali deve essere assicurato il sostegno psicologico e sociale al paziente e ai suoi familiari; le modalità di custodia e archiviazione delle richieste di suicidio medicalmente assistito e di trattamento eutanasico.

La proposta Pagano/Turri (Lega). Presentata il 5 giugno 2019, questa proposta mantiene il reato di aiuto al suicidio e smonta la legge sul biotestamento. Chi aiuta al suicidio un’altra persona, solo nel caso in cui questa sopravviva attraverso strumenti di sostegno vitale e solo se chi lo aiuta convive stabilmente con questa persona, commette un reato punito dai 6 mesi ai 2 anni di carcere. Per tutti gli altri, come nel caso di Marco Cappato per l’aiuto prestato a Dj Fabo, viene mantenuto il reato dai 5 ai 12 anni di carcere.
Con questa proposta si modifica anche la legge sulle DAT, introducendo nutrizione e idratazione artificiali forzate. Si prevede inoltre un albo dei medici obiettori nei confronti delle DAT.

Sono al momento assenti le proposte -e quindi le posizioni- di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Partito Democratico.

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