12.06.2019

Come funziona la legge sull’eutanasia in Olanda?

Come funziona la legge sull’eutanasia in Olanda?

La legge sull’eutanasia in Olanda viene spesso tirata in ballo quando si parla di scelte di fine vita. E’ possibile usufruire della legge solo se si è residenti in Olanda, ma come funziona?

Articolo di Lucrezia Fortuna – Nel 2002 il Parlamento olandese ha adottato la Legge per il controllo di interruzione della vita su richiesta e assistenza al suicidio. Il medico può praticare l’eutanasia o fornire la propria assistenza al suicidio senza essere penalmente perseguibile purché agisca in osservanza dei criteri di adeguatezza previsti dalla normativa stessa. Al di fuori di questa ipotesi, tanto l’eutanasia quanto il suicidio assistito rimangono quindi reati. Con la stessa legge è stata istituita un’apposita procedura di segnalazione e controllo il cui perno sono le comunicazioni dei medici alle Commissioni Regionali, gli organi chiamati a vigilare sulla sua corretta applicazione. Il medico che abbia posto in essere l’eutanasia o il suicidio assistito deve darne immediata comunicazione e redigere un apposito rapporto in cui dimostra di aver rispettato i criteri di accuratezza indicati dalla legge. La segnalazione è poi mandata alle Commissione, che giudicherà sull’operato del medico.

Affinché una persona possa chiedere l’eutanasia o il suicidio assistito, devono ricorrere più condizioni, prima tra tutte la volontà libera, piena e consapevole di porre fine alla propria vita e la sussistenza di sofferenze insopportabili che non abbiano prospettive di miglioramento, quindi il consenso libero e informato. L’assenza di un’alternativa ragionevole e il coinvolgimento di almeno un altro medico, indipendente, che deve vedere il paziente e accertare in un parere scritto che i criteri di legge siano stati rispettati. Se la persona ha meno di diciotto anni, la legge richiede che il medico possa dare seguito alla richiesta solo se vi è anche il consenso dei genitori; alla persona minorenne che abbia superato i sedici anni di età è consentito, se ritenuta capace di ragionevole valutazione dei propri interessi al riguardo, di chiedere l’eutanasia o il suicidio assistito senza che occorra il consenso dei genitori i quali dovranno solo essere stati coinvolti nella decisione.

Come si è detto, il perno della normativa olandese è nel controllo operato dagli euthanasia review committees. Oltre ad accertare il rispetto dei criteri di accuratezza stabiliti dalla legge, questi organi sono tenuti ogni anno a pubblicare un report nel quale illustrano i dati riguardanti le segnalazioni di eutanasia e suicidio assistito che sono state inviate loro dai medici: attraverso questi documenti, Governo e Società Civile hanno a loro volta il potere di controllare l’azione delle Commissioni, e indirettamente, quella dei medici.

I report sono uno strumento utile per capire come funziona la legge, oltre a dare una dimensione di cosa significhi realmente l’eutanasia in Olanda. L’uso strumentale che è stato fatto della triste vicenda di Noa Pothoven ha messo ancora una volta in luce come, prima di dare per vera una notizia e gridare allo scandalo, sia necessario assicurarsi della correttezza e prima ancora della credibilità, di certe ricostruzioni. Pur avendo le stesse autorità escluso che nel caso si sia trattato di eutanasia, abbiamo quindi ritenuto importante riferire alcuni dati sull’eutanasia in Olanda, così come illustrati dai report pubblicati dal 2015 al 2017.

Nel 2017 i comitati di controllo dell’eutanasia hanno ricevuto 6,585 comunicazioni da parte dei medici: ciò significa che su un totale di 150.027 persone morte quell’anno, il 4,4 % è deceduta a seguito di eutanasia o suicidio assistito. Si tratta di una cifra leggermente più alta di quella riportata dal report dell’anno precedente, in cui sono arrivati 6,091 avvisi, pari al 4% del totale. Nel 2015 i RTE’S avevano ricevuto 5,516 comunicazioni su un totale di 140, 000 morti, con una percentuale identica a quella dell’anno successivo.

Ogni documento riporta poi nel dettaglio, per ciascuna comunicazione, chi ha chiesto di accedervi: se uomini o donne, di quale età e per quale patologia. Nel 2017 la sofferenza che ha portato a richiedere l’eutanasia derivava in 83 casi da una patologia psichiatrica, i numeri dei due anni precedenti sono rispettivamente 60 e 56.

Un ultimo dato che abbiamo ritenuto necessario riportare è infine quello che attiene all’età. Nel 2017 la maggior parte delle comunicazioni riguardava persone di età superiore ai settant’anni (2,002 persone, pari al 30,4%), a seguire persone di ottant’anni (1,634 casi, pari al 24,8%) e di sessant’anni (1,405 casi, pari al 21,3%). I minori che hanno fatto richiesta sono stati 3, di età compresa tra i 12 e i 17 anni. 73 richieste riguardavano infine persone di età compresa tra i 18 e i 40 anni. Sostanzialmente identiche le cifre degli anni precedenti: nel 2016, in particolare, le Commissioni hanno ricevuto una sola segnalazione di eutanasia per un minore di età compresa tra i 12 e i 17 anni, nel 2015 due; erano state cinque dal 2002.

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