21.11.2018

Olanda: diminuisce il ricorso all’eutanasia. Aumenta la sedazione

Olanda: diminuisce il ricorso all’eutanasia. Aumenta la sedazione

Il numero di casi di eutanasia in Olanda, per la prima volta da anni, è in diminuzione.

Articolo di Johannes Agterberg, autore di “Libertà di decidere – Il fine vita volontario in Olanda” – Nei primi nove mesi di quest’anno i casi segnalati sono stati inferiori del 9% rispetto ai primi nove mesi del 2017. Il Presidente del Coordinamento delle Commissione Regionali di Controllo, Jacob Kohnstamm, afferma che la causa della diminuzione non è ancora chiara, manca ancora un trimestre per avere i dati definitivi dell’anno. La diminuzione potrebbe essere collegata all’ondata di influenza che nei primi mesi dell’anno ha causato tremila decessi (per la maggior parte anziani) in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I medici di base non condividono quest’opinione.

La direttrice dell’Associazione olandese per il Fine Vita Volontario (NVVE), Agnes Wolbert, la vede in modo diverso. Sostiene che il declino potrebbe essere correlato al nuovo atteggiamento della magistratura.

Un anno fa, la magistratura infatti ha annunciato esplicitamente di voler svolgere un “ruolo più importante” sul fronte dell’eutanasia. Dall’introduzione della legge sull’eutanasia, nel 2002, i pm sono informati di tutti i casi di eutanasia giudicati “non accurati” dalla Commissione Regionale di Controllo. Questi sono circa dieci casi all’anno e sono stati tutti archiviati, nessun medico è stato condannato.

Certo, le indagini devono essere svolte quando necessario, ma notiamo che i medici sono sempre più reticenti nell’aiutare con un trattamento eutanasico i propri pazienti. Non vogliono vedere la macchina della polizia davanti alla porta del proprio studio.

Lo specialista in medicina geriatrica Bert Keizer nota anche un crescente malcontento tra i suoi colleghi: “I medici si sentono minacciati. L’ho costatato io stesso. Si agisce più timorosamente e si applica l’eutanasia in modo sempre più restrittivo. Non c’è un reale problema, ma i medici sono preoccupati. Anche la disponibilità a somministrare trattamenti eutanasici tra i giovani medici è abbastanza bassa”.

Nel frattempo, la sedazione palliativa continua ad aumentare ogni anno. Secondo Wolbert, è possibile che i medici preferiscano la sedazione per accompagnare i pazienti verso la fine della vita.

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