17.09.2020

È partito il presidio nonviolento quotidiano per l’Eutanasia Legale sotto il Parlamento

È partito il presidio nonviolento quotidiano per l’Eutanasia Legale sotto il Parlamento

Francesco Scinetti rappresenterà i 136.000 italiani firmatari della proposta di legge Eutanasia Legale che da sette anni attendono la discussione nonostante i due richiami della Corte costituzionale.

Presentato al termine della manifestazione per l’Eutanasia Legale organizzata il 14 settembre, ha preso ufficialmente il via il presidio nonviolento quotidiano sotto Montecitorio, per sollecitare il Parlamento a una discussione sul fine vita, richiesta in due occasioni anche dalla Corte Costituzionale.

Francesco Scinetti, rappresenterà per due ore ogni giorno sotto il Parlamento l’estenuante attesa che l’inerzia parlamentare sta imponendo alla maggioranza degli italiani favorevoli alla legge.

“Da oggi la nostra campagna per la legalizzazione dell’eutanasia entra in una nuova fase” ha detto Marco Cappato. “Rispetto a quando depositammo la legge di iniziativa popolare sono cambiate tante cose: il diritto a interrompere terapie vitali e a esprimere indicazioni vincolanti attraverso un testamento biologico è stato riconosciuto dal Parlamento; il diritto a essere aiutati a morire per malati tenuti in vita da trattamenti di sostegno vitale è stato riconosciuto dalla Corte costituzionale; l’applicazione di questo diritto anche a persone non attaccate a macchinari è stato sancito dalla Corte d’Assise di Massa”.

E ha continuato: “Ora dunque abbiamo due campagne in corso: una per far rispettare i diritti conquistati, l’altra per affermarne di nuovi, eliminando la discriminatoria esclusione di alcune tipologie di malati dalla possibilità di essere aiutati a morire. Ecco perché è fondamentale proseguire con la disobbedienza civile, rafforzare i servizi di informazione che forniamo alle persone che ci contattano e riprendere la raccolta firme sulla legge di iniziativa popolare per scongiurare il rischio che la fine della legislatura affossi per molti anni ancora la legalizzazione. Possiamo farcela, andiamo avanti!”

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