22.05.2019

Senza Radio Radicale non potremmo più raccontarvi ciò che avviene in Parlamento

Senza Radio Radicale non potremmo più raccontarvi ciò che avviene in Parlamento

Niente da fare per Radio Radicale.

Gli emendamenti al decreto crescita che chiedevano di prorogare la convenzione restano infatti inammissibili perché il Movimento 5 Stelle ha deciso di staccare la spina e oscurare i lavori dei palazzi. D’accordo con la proroga della convenzione invece tutti gli altri gruppi dell’arco parlamentare, a partire dalla Lega, ma serviva l’unanimità.

Cosa comporterà questo mancato finanziamento di Radio Radicale per la nostra campagna?

La chiusura di Radio Radicale, in totale assenza di un’altra qualsiasi emittente che svolga il servizio pubblico che la Radio garantisce da 40 anni, ha come effetto immediato quello di non poter più ascoltare, e quindi potervi raccontare, ciò che succede in Parlamento circa la discussione sulle tematiche del fine vita. Tutto ciò che potremo raccontarvi d’ora in poi sarà ciò che scopriremo dai giornali (che a loro volta non potranno riascoltare direttamente le sedute) o che trapelerà dai racconti di alcuni deputati e senatori.

Senza Radio Radicale il Parlamento sarà come un bunker: o ascolti la diretta di quelle pochissime sedute che passano attraverso la registrazione interna, o la discussione sarà persa per sempre.

Grazie alla newsletter curata da Matteo Mainardi, mese dopo mese vi abbiamo puntualmente rendicontato tutto ciò che avveniva in Parlamento, vi abbiamo anche fatto sentire tutte le riunioni dell’intergruppo parlamentare sulle scelte di fine vita. Ciò era possibile solo grazie alle registrazioni di Radio Radicale. Il Movimento 5 Stelle ha deciso che la Radio deve chiudere. E con lei, tutti chiuderemo inevitabilmente occhi e orecchie sui lavori di chi ci dovrebbe rappresentare.

Ultimi articoli