25.11.2019

Suicidio assistito: Ordine medici, valuteremo l’integrazione del Codice deontologico

Suicidio assistito: Ordine medici, valuteremo l’integrazione del Codice deontologico

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei medici “valuterà integrazioni del Codice deontologico per applicare la sentenza della Corte Costituzionale“. A dichiararlo è il presidente Anelli, intervistato dall’ANSA all’indomani delle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale sul suicidio assistito. Una sentenza a detta di Anelli “equilibrata, che tutela gli assistiti definendo confini netti, prevedendo la non punibilità per l’aiuto al suicidio assistito solo in casi particolari“.

La non punibilità per la morte medicalmente assistita è infatti prevista solo per i soggetti affetti da patologie irreversibili, con sofferenze intollerabili, dipendenti per le funzioni vitali da apparecchiature e nelle condizioni di chiedere coscientemente questa opzione. “Una sentenza che, nel contempo, rispetta il ruolo del medico, non obbligandolo – afferma Anelli – a porre in atto l’aiuto al suicidio e affidando alla coscienza del singolo medico la scelta se prestarsi o meno ad esaudire la richiesta del malato. Una sentenza, infine, che valorizza la relazione di cura, affidando al medico la comunicazione sulle diverse opzioni, evitando così possibili speculazioni sulla vulnerabilità dei soggetti coinvolti, e definisce come essenziali le cure palliative“.

In definitiva, premesso che la sentenza va applicata – conclude – e che ogni modifica del Codice Deontologico va approvata dal Consiglio nazionale, sarà compito del Consiglio stesso uniformare il Codice al dispositivo della Corte Costituzionale, limitatamente ai casi previsti“.

Sul punto l’Associazione Luca Coscioni ha lanciato un appello per chiedere la modifica del Codice non solo ai medici, ma anche agli infermieri.

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Anche il Ministro della Salute Speranza si è espresso: “Su questa materia c’è una sentenza della Corte costituzionale che va rispettata. Ora il Parlamento è chiamato ad esprimersi, credo che la discussione vada fatta nel più breve tempo possibile ma con la necessaria profondità. Siamo davanti a un tema delicato. Il Governo non potrà che essere rispettoso delle indicazioni della Consulta da una parte e dall’altra del dibattito parlamentare. Il presidente Conte lo ha detto nella illustrazione delle sue linee programmatiche in Parlamento, durante l’approvazione del voto di fiducia: non ci può essere una iniziativa del Governo su questa materia, che è di natura parlamentare ed è giusto che il Parlamento faccia quella discussione. Poi ognuno di noi ha le sue idee evidentemente“.

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