23.10.2019

Suicidio assistito. Il paternalismo dei medici

Suicidio assistito. Il paternalismo dei medici

Il dott. Giuseppe R. Gristina, anestesista rianimatore, invia una lettera al direttore di Quotidiano Sanità di cui pubblichiamo qui un estratto.

Vorrei condividere alcune considerazioni in merito ai contenuti del convegno nazionale sul suicidio assistito organizzato dall’OMCeO di Parma, sintetizzati in un comunicato stampa FNOMCeO, ripreso da QS e da alcuni quotidiani. Rispetto al comunicato del 25 settembre scorso non sembra siano emerse rilevanti novità nella riflessione riguardo ai problemi, molto concreti, che la sentenza della Corte costituzionale ha posto ai medici.

Nel comunicato stampa la FNOMCeO dichiara: “il medico ha per missione quella di combattere le malattie, tutelare la vita e alleviare le sofferenze. Quello del suicidio assistito è quindi un processo estraneo a questo impegno”.

Che l’assistenza al suicidio sia o no una procedura estranea all’impegno del medico dipenderà dalla sua impostazione morale e dall’approccio etico alla professione e alla relazione di cura che gli sarà proprio.

La posizione morale adottata da FNOMCeO, rigidamente ancorata al Codice deontologico, certamente condivisa da molti colleghi, giustifica l’estraneità del medico alla procedura.

Altri colleghi fondano invece il loro approccio etico alla persona malata sul presupposto secondo il quale il principio di beneficienza (fare il bene della persona malata) si realizza attraverso il rispetto del principio di autonomia (diritto della persona malata all’autodeterminazione). Proprio perché è compito del medico alleviare le sofferenze, l’assistenza a un malato che ha deciso di rinunciare alla vita perché la malattia gli ha tolto dignità, speranza e fiducia, rappresenta l’ultima cura che un medico può prestare.

Si tratta di due modi di interpretare il ruolo del medico che convivono da sempre, dipendendo dai diversi approcci culturali, dall’appartenenza o meno a un credo religioso, dalle diverse visioni del mondo.

Queste considerazioni sull’etica medica potranno anche sembrare elucubrazioni teoriche ad alcuni, ma hanno invece ricadute concrete.

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