28.08.2014

L’intervista a Damiana qualche giorno prima del suo ultimo viaggio in Svizzera

 

E’ il 2014. Un anno prima vengono depositate 67mila firme per la proposta di iniziativa popolare sulla legalizzazione dell’eutanasia. Nell’intervista, rilasciata subito prima del viaggio verso una clinica Svizzera, il 28 agosto, Damiana parla delle difficoltà incontrate, dei costi sostenuti e dell’aiuto ottenuto dall’Associazione Luca Coscioni e da Exit Italia.

Damiana, 68 anni, è morta il 4 settembre in una clinica Svizzera. Era affetta da sclerosi multipla, una malattia degenerativa che piano piano l’ha privata della sua autonomia.

Nonostante abbia fatto tutte le terapie necessarie, la degenerazione andava avanti. Ed è allora che ascoltando Radio Radicale ha conosciuto “l’Associazione Luca Coscioni e la sue battaglie per il fine vita e la ricerca scientifica”. Si è così messa in contatto con Marco Cappato con cui si è incontrata già 3 anni prima. A quel tempo aveva ancora un po’ di autonomia ma poi, con l’aggravarsi della situazione, ha deciso di trovare una via di uscita.

Tramite Marco Cappato si è messa in contatto con l’Associazione Exit che l’ha messa in contatto con la clinica Dignitas.

Damiana, nel video di 15 minuti, ha tra l’altro dichiarato: “Avevo dolori atroci alle gambe. Non volevo aspettare di rimanere paralizzata. La mia dignità mi impedisce di ricevere assistenza per l’igiene e per la nutrizione. Uno che ha amato la vita, che è poter godere di quello che c’è fuori, e poi gli viene negato tutto….la vita non ti appartiene più. […] Ho speso 10.000 euro per andare a morire in Svizzera. E chi non può permetterselo? Come fa? Rimpiango di non aver fatto tutto in Italia. Io vado in Svizzera ma spero che le altre persone possano finire dolcemente in Italia”.

Nel giorno della pubblicazione del video prese il via l’iniziativa di walk-around capeggiato da Mina Welby attorno a Montecitorio e Palazzo Chigi  per chiedere la calendarizzazione della pdl su eutanasia e testamento biologico.