Testamento Biologico: il Piemonte si rivolge direttamente al Governo
Silvja Manzi, dirigente dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta, racconta la battaglia per il testamento biologico in Piemonte.
Articolo di Silvja Manzi, dirigente dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta – Il cammino per il Testamento Biologico in Piemonte è partito molto tempo fa. Nel luglio 2009 con Mina Welby e Beppino Englaro depositammo al Comune di Torino oltre 2700 firme di cittadini su una delibera di iniziativa popolare, proposta e promossa dai radicali dell’Associazione Aglietta e della Cellula Coscioni di Torino, che chiedeva l’istituzione del registro comunale dei biotestamenti. Solo nel novembre 2010 il Consiglio comunale approvò la delibera e, successivamente, il regolamento attuativo, cosicché il registro divenne operativo nel marzo 2011. Da allora 1000 cittadini circa hanno potuto depositare le proprie disposizioni di volontà anticipate (qui tutte le informazioni utili). Da quel momento le richieste di dotarsi di Registri comunali per le DAT si sono moltiplicate in tutta la regione e, a oggi, sono una quindicina i Comuni che lo hanno istituito.
A inizio del 2012 rilanciammo con una petizione popolare per l’istituzione del registro dei biotestamenti presso la Provincia di Torino, ma la riforma degli enti locali con la soppressione delle province rese nulla quella proposta. Dai banchi del Consiglio comunale di Torino, è Silvio Viale (della Direzione dell’Associazione Luca Coscioni) a farsi promotore del progetto di estendere a tutta la Città Metropolitana di Torino il Registro. Dobbiamo però attendere il nuovo consiglio comunale per sperare di veder realizzata questa iniziativa di semplice buon senso.
Nel maggio del 2015, vista la novità della legge regionale del Friuli Venezia Giulia, con il circolo torinese dell’UAAR abbiamo presentato una petizione popolare alla regione Piemonte che chiede di approvare una legge sul modello di quella friulana. Analoga petizione è stata poi presentata dal PSI. A fine anno, sempre con l’UAAR, abbiamo inviato una lettera aperta ai consiglieri regionali chiedendo di calendarizzare la proposta di legge che consentirebbe ai cittadini piemontesi di depositare le proprie "Dichiarazioni di volontà anticipata per i trattamenti sanitari" presso le ASL. La risposta da parte di molti consiglieri della maggioranza (in particolare PD e SEL) è stata positiva e numerosi incontri, anche pubblici, si sono susseguiti per tentare di arrivare all’obiettivo della presentazione di una legge regionale. Il primo risultato concreto è stata la presentazione, nei giorni scorsi, dell’Ordine del Giorno “Adozione di una disciplina nazionale in materia di biotestamento“ (O.d.G. n. 724, primo firmatario Gabriele Molinari, PD) che intende aggirare l’ostacolo dell’impugnazione della legge regionale da parte del Governo. Infatti, visto che il Governo ritiene di avere su questo tema una potestà legislativa esclusiva, il Consiglio regionale chiede che la eserciti, e impegna la Giunta a sollecitare con urgenza il Governo in questo senso, per arrivare in tempi rapidi all’approvazione di una legge nazionale. Con agli amici dell’UAAR e del PSI non abbassiamo la guardia e, in mancanza di risposte rapide e certe, torneremo a sollecitare la nostra regione.